mercoledì , 24 aprile 2019

Presentato a Pescara il progetto “Bread for Senegal”

LI AIUTIAMO A CASA LORO

A PESCARA, PRESENTAZIONE DEL PROGETTO “BREAD FOR SENEGAL

L’ARTE E IL SAPERE ITALIANO PER LA LOTTA ALLA FAME NEL MONDO”

 

Presentata, questa mattina a Pescara, in Camera di Commercio, l’iniziativa Bread for Senegal: quando l’espressione “aiutiamoli a casa loro” è un’iniziativa concreta. Il Progetto è promosso da Fiesa Assopanificatori Confesercenti.

“Il pane che le mani creano ogni notte, plasmato dalla sensibilità interiore di ciascuno, si trasforma in una passione da condividere e diventa strumento tangibile per combattere, senza ipocrisia, la fame nel mondo”: con queste parole, indirizzate dalla tecnologa alimentare Simona Lauri all’associazione Fiesa Assopanificatori Confesercenti d’Abruzzo, si apre la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa Bread for Senegal.

Il Progetto, in collaborazione con “Una scuola di arcobaleni” e la Camera di Commercio Chieti-Pescara, prevede la realizzazione di un panificio in Senegal, nel Villaggio di Sambowtè. Lo scopo dell’iniziativa, però, non è soltanto quello di realizzare il Panificio, ma anche quello di assicurare una formazione professionalizzante in loco con l’obiettivo di arrivare in poco tempo all’autogestione dell’impianto da parte delle persone che vivono nel Villaggio.

Alla Conferenza stampa hanno partecipato Lido Legnini, Presidente Vicario della Camera di Commercio, Angelo Pellegrino, Direttore Fiesa Regionale d’Abruzzo, Vinceslao Ruccolo, Vice Presidente Nazionale Assopanificatori, Umberto Cirone, Vice Presidente Fiesa, il Dottor Antonio Pacella, Medico Nutrizionista, Attilio Di Sciascio, Tecnologo della Panificazione, Nicola Orsini, Studente universitario volontario in Senegal, la Professoressa Costanza Cavaliere, Dirigente scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore “Algeri Marino” di Casoli (CH) e la Professoressa Patrizia Marziale, Dirigente scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore per il Turismo “A. Argoli” di Tagliacozzo (AQ). Presenti anche le delegazioni di studenti dei due Istituti citati.

Angelo Pellegrino – Direttore della Fiesa “Questa è una grande iniziativa di solidarietà internazionale: un esempio di economia circolare che permette ai nostri colleghi di creare un’impresa che possa operare su più territori; una rete per fare reddito ed integrare l’economia dei villaggi. Sono felice che la Camera di Commercio abbia sposato questo progetto perché consapevole di una serie di vantaggi per un contesto più ampio. Il nostro concetto di solidarietà va oltre ogni logica di confine di spazio e di tempo, perché i panificatori hanno sempre dimostrato che loro ci sono anche e soprattutto nel bisogno degli altri. Perché il pane è una missione e una passione da condividere con gli altri. Il Progetto Bread For Senegal per laFiesa Assopanificatori, è formazioine e solidarietà in loco per donare non solo una speranza di cibo, ma la vita stesa”.

Lido Legnini – Presidente Vicario CCIAA Chieti Pescara: “Una bellissima iniziativa a cui l’ente ha subito aderito. La Fiesa si riconferma un’associazione molto attiva, con una serie di programmi molto seguiti dalla categoria, riconfermandosi attore principale di un settore che negli ultimi anni soffre molto. E’ facile rispondere “aiutiamoli a casa loro” se poi non c’è un programma vero. Bread for Senegal è un’iniziativa cocreta di solidarietà, capace di mettere a sistema un progetto di sviluppo con la nobile arte bianc, promuovendo allo stesso tempo modelli di micro imprresa e scambi di beni tra villaggi e città.

La realizzazione del panificio, con la produzione del pane e di altri prodotti da forno ha l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro per promuovere stabilità economica e per combattere la povertà favorendo lo sviluppo della comunità locale attraverso la formazione, il lavoro e l’autonomia della popolazione. Il panificio che verrà realizzato consentirà al villaggio di fare il pane per il proprio consumo e per venderlo ai villaggi vicini.

Costanza Cavaliere, Dirigente scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore “Algeri Marino” di Casoli (CH): “Il pane è una bellissima metafora di spartizione e condivisione a testimonianza della proposta concreta di Confesercenti e Camera di Commercio. Domani, 16 aprile, partiremo per una settimana per il Villaggio di Sombotè e lì incontreremo il prefetto locale per creare una rete di relazioni con una risonanza adeguata alle risorse che si stanno per mettere in campo”.

Patrizia Marziale, Dirigente scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore per il Turismo “A. Argoli” di Tagliacozzo: “Le cose belle nascono per caso. Come diceva Don Milani non nasciamo uguali e a tocca a noi fare qualcosa per allineare i contesti in cui viviamo. Questo è un momento storico in cui la scuola è chiamata a costruire una cultura improntata su una maggiore democraticità. Veicolare tra giovani un modello di società democratica in cui si riconosca valore della solidarietà e della pace è un’azione educativa capace di insegnare più di mille parole”.

Vinceslao Ruccolo, Vice Presidente Nazionale Assopanificatori: “È vero, dobbiamo coinvolgere la sensibilità delle persone che hanno il pane assicurato tutti i giorni; ma la cosa più importante è la consapevolezza che un gesto di solidarietà può dare la certezza della sopravvivenza per chi questo pane non lo ha. Per questo Fiesa Assopanificatori Confesercenti mette a disposizione il suo patrimonio consistente di panificazione artigianale, di qualità e utile alla salute dell’uomo: Il profumo del pane è la cosa più bella è più buona che c’è, è un elemento di umana misericordia”.

Attilio Di Sciascio, Tecnologo della Panificazione: “Il pane in Senegal, non è difficile. La cosa più importante, però, è l’utilizzo di farine che derivano da colture autoctone della zona interessata. Non deve essere necessariamente farina di grano. Si può utilizzare, per esempio, farina di miglio e di mais. Si potrebbe trovare qualche tipo di cereale che noi non conosciamo ma che in Senegal si produce. Per questo è necessaria la presenza di maestri panificatori validi, in grado di utilizzare prodotti alimentari locali tra i più svariati.

Antonio Pacella, Medico Nutrizionista: “Il Progetto Bread For Senegal può essere davvero efficace, perché rendere indipendenti le popolazioni interessate è fondamentale anche per costruire un futuro per i giovani. Sì, un pezzo di pane può cambiare la vita a quelle persone, soprattutto si può donare un futuro insegnando un’attività e creando impresa. Effettivamente una fetta di pane cambierebbe la vita, perché lì c’è gente che non mangia tutti i giorni. Inoltre, bisogna insegnare e garantire sicurezza, igiene, perché una malattia legata all’igiene uccide molto di più della fame”.

Umberto Cirone, Vice Presidente Fiesa: “Noi fornai abbiamo promosso questo Progetto consapevoli delle difficoltà organizzative. Ma siamo fin da ora pronti a rendere esecutiva l’iniziativa mettendo a disposizione in nostro tempo e la nostra esperienza”.

Nicola Orsini, Studente universitario volontario in Senegal: Sono partito come se io in quel villaggio avessi potuto dare qualcosa in più. Ma conoscendo meglio quelle persone, soprattutto i ragazzi, ho capito che ero io che dovevo apprendere qualcosa in più. La mia prima esperienza a Sambowtè è proprio legata al pane. Noi ospiti ne disponevamo; ma guardando negli occhi i bambini che ci circondavano e stato spontaneo il gesto del dono: abbiamo dato il nostro pane a loro. Per questo ritengo significativo questo Progetto Bread For Senegal ideato da Fiesa Assopanificatori, perché si basa proprio sul pane e sull’alimentazione dei popoli”.