mercoledì , 4 Agosto 2021

Weekend 16-17 settembre 2017

Al Museo del Paesaggio di Verbania dal 25 marzo al 1° ottobre 2017: “I Volti e il Cuore. La figura femminile da Ranzoni a Sironi e Martini”

volti_cuore_verbania

Ottanta opere per esaminare il ruolo e la presenza della donna nella pittura e nella scultura dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento.
I dipinti e le sculture esposte appartengono alle collezioni del Museo del Paesaggio di Verbania e, per quanto riguarda i lavori di Mario Sironi, alla raccolta Isolabella e Cristina Sironi, sorella dell’artista.
La mostra inizia con i ritratti di Daniele Ranzoni, dove campeggia, tra gli altri, il bellissimo “Ritratto della principessa Margherita di Savoia” (1869).
Si prosegue con il dipinto di Ambrogio Alciati “Il convegno” del 1918 immagine guida della mostra.
L’esposizione è divisa in sezioni tematiche di cui undici rappresentano: i luoghi della vita (la casa, il giardino, la via, la stalla); gli affetti (amore e maternità); figure della storia (religione, lavoro, nudo).
Due sezioni sono dedicate a due donne artiste: Sophie Browne e Adriana Bisi Fabbri di cui è esposta “La principessa Pignatelli” (1917).
Tre sezioni sono dedicate a tre maestri del Novecento: Arturo Martini (1889-1947), di cui sono esposte quattordici figure femminili tra cui “Testa di ragazza” del 1921 e “Valori Plastici”; Mario Tozzi (1895-1979) di cui è esposta un’antologia di opere che va dal suo impressionismo giovanile al suo realismo magico come “Serenità” del 1923, paesaggio impostato sul disegno e sul volume anziché sul colore; Mario Sironi (1885-1961) di cui sono esposte, tra le diverse opere, quelle poco note del suo periodo simbolista e il grande “Nudo con bicchiere”.
Orari: 10 – 18. Sabato e domenica 10 – 19. Lunedì chiuso.
 

A Fontanellato presso il Labirinto della Masone dal 27 maggio al 24 settembre: “Carlo Mattioli”

carlo_mattioli_fontanellato

60 opere del grande artista Carlo Mattioli (1911-1994) nato a Modena ma parmigiano d’adozione. Figura rilevante nell’arte italiana del Novecento di cui questa mostra copre trent’anni, dal 1961 al 1993, e propone i dipinti più rappresentativi della carriera del maestro. Divisa in tre sezioni, la mostra propone, nella prima, dipinti in cui prevalgono paste spesse e materiche con colori terrosi e bui, oppure chiarissimi e leggeri, con cui rende bene i diversi Nudi coricati, i Paesaggi e i dipinti che riprendono la Natura. Nella seconda parte si trovano i bellissimi ritratti, dove, accanto al celebre “Autoritratto con Anna” del 1982, si trovano ritratti dedicati a De Chirico, Guttuso, Carrà, Longhi, Rosai, insieme a quattro ritratti di Giorgio Morandi del 1969. Nella terza sezione si ammirano invece i grandi Paesaggi, forse le sue opere più famose, realizzati dagli anni Ottanta all’inizio degli anni Novanta.
Orario: 10,30 – 19. Martedì chiuso.
 

Dall’11 giugno al 24 settembre 2017 al Castello Aragonese di Otranto: “Caravaggio e i caravaggeschi nell’Italia meridionale dalla collezione della Fondazione Roberto Longhi”

caravaggio_otranto

Roberto Longhi (Alba 1890 – Firenze 1970), è stato il più importante storico dell’arte italiano, ma anche uno straordinario collezionista, ed è dalla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi (che ha sede nella sua dimora fiorentina, Villa Il Tasso) che provengono queste importanti opere del Caravaggio e dei caravaggeschi formatosi intorno all’opera “Ragazzo morso da un ramarro” del Merisi, acquistato verso il 1928. Accanto ai vari Caravaggio troviamo i dipinti dei suoi seguaci attivi nell’Italia del Sud, come “Deposizione di Cristo” di Battistello Caracciolo, e opere di Lanfranco, del Maestro dell’Annuncio ai pastori, di Filippo Napoletano e di Giacinto Brandi. Il percorso si conclude con due capolavori di Mattia Preti, l’artista che più di ogni altro contribuisce a mantenere per tutto il Seicento la vitalità della tradizione caravaggesca.
Orario: 10 – 24 tutti i giorni.